06/03/2026

Prosegue l’attività di Confagricoltura sul decreto legge 21/2026, noto come Decreto bollette 2026, in vigore dal 21 febbraio 2026. A seguito delle diverse iniziative portate avanti, dirette a mettere in evidenza le criticità derivanti dall’attuazione della normativa sul settore delle agroenergie, si sono tenute due importanti riunioni con la segreteria del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

Nella prima riunione tenutasi il 20 febbraio Confagricoltura ha indicato le diverse problematiche contenute nel DL in relazione al previsto décalage dei prezzi minimi garantiti tra cui:

1. il tendenziale di spesa sottostimato. Una valorizzazione dell’energia al di sotto dell’attuale PMG (240 euro/MWh) non consentirebbe il proseguo della produzione, in quanto il PMG è calcolato a mera copertura dei costi di produzione;

2. diminuzione delle ore di produzione difficilmente applicabile al settore del biogas;

3. impegno a riconvertire a biometano per gli impianti di potenza > 300kW. In assenza di regole sulle condizioni di accesso non è possibile prevedere un impegno alla riconversione per accedere ai PMG. In ogni caso PMG inferiori ai costi di produzione non permettono in ogni caso di accedere a tale possibilità che richiederà una tempistica dai 2 ai 3 anni;

4. mancanza di disposizioni specifiche per gli impianti che non potranno riconvertire a biometano;

5. limite troppo basso (300 kW) per usufruire dei PMG sino al 2037.

Nella seconda riunione tenutasi il 26 febbraio è stata affrontata in dettaglio la definizione di una normativa di incentivazione del biometano post PNRR. Nel corso della riunione Confagricoltura ha illustrato le esigenze per dare la possibilità concreta ad un numero importante di impianti a biogas di convertire a biometano, a partire da una definizione di una tempistica idonea collegata al DL bollette.