19/06/2026

Lo scorso 17 giugno la commissione Agricoltura della Camera ha approvato il disegno di legge ColtivaItalia, un provvedimento proposto dal Governo che garantisce oltre un miliardo di euro di investimenti in Agricoltura.
“Il ColtivaItalia rafforzerà settori che possono esprimere grandi potenzialità e che si inseriscono nel piano di investimenti in agricoltura del Governo. Avevamo promesso di riportare l’agricoltura al centro della politica nazionale e lo stiamo facendo”. Così il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in una nota seguente all’approvazione.
Il Piano -ricordiamo- prevede uno stanziamento complessivo di oltre un miliardo di euro, distribuito nel periodo 2027-2029. Esso mira a rafforzare l’autonomia produttiva dell’agricoltura italiana, sostenendo in modo strutturale i settori chiave e valorizzando le filiere agroalimentari del Paese.

Strategia per la Sovranità alimentare: 900 milioni di euro
•⁠ ⁠Fondo Sovranità alimentare: 300 milioni di euro per rafforzare la coltivazione di frumento, soia e altri settori strategici, ma deficitari.
•⁠ ⁠Allevamento Italia: 300 milioni di euro per l’allevamento italiano, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione di carne bovina nazionale e la linea vacca-vitello. In sede parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali
•⁠ ⁠Piano Olivicolo Nazionale: 300 milioni di euro per il reimpianto di oliveti con varietà resistenti e al ripristino della capacità produttiva delle aziende

Stabilizzazione dei Mercati: 10 milioni di euro
Per garantire prezzi certi e stabilizzare i mercati, sono stanziati 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera per il frumento, che prevedono un credito d’imposta dal 20% al 40% a seconda della durata degli accordi (da 3 a 5 anni), con il prezzo stabilito per l’intera durata del contratto per mitigare le oscillazioni del mercato e assicurare al contempo un reddito stabile agli agricoltori.

Ricambio generazionale: 150 milioni di euro
Accesso al credito per giovani e donne al fine di favorire il ricambio generazionale e promuovere l’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, il piano mette a disposizione 150 milioni di euro per facilitare l’accesso al credito per le imprenditrici e dei giovani imprenditori agricoli tra i 18 e i 41 anni.

Terre ai giovani
ISMEA metterà a bando 8.417 ettari che potranno essere assegnati in comodato d’uso gratuito per 10 anni a persone tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di riscatto al 50% del valore iniziale al termine del contratto.

Ricerca e innovazione: 14, 5 milioni di euro
Si rafforzano ricerca e digitalizzazione. Il CREA assumerà 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca. Verranno supportate le aziende agricole sperimentali del Crea e degli istituti agrari con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica all’avanguardia e meccatronica.

Semplificazione
Il disegno di legge prevede un pacchetto di semplificazione amministrativa volto a ridurre i tempi burocratici e ad agevolare l’accesso ai fondi pubblici. In quest’ottica, le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali, garantendo una attuazione più rapida ed efficiente degli interventi.

Sostegno alle imprese colpite da epizoozie e fitopatie
Il disegno di legge introduce una misura concreta a favore della sostenibilità economica delle imprese agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Tali imprese potranno beneficiare di una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale delle rate di mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale in scadenza nel 2026, stipulati con banche, intermediari finanziari o altri soggetti autorizzati alla concessione del credito.

Pratiche Sleali: introdotta la diffida
Introdotta una modifica alla normativa sulle “Pratiche Sleali” permettendo così agli ispettorati la possibilità di assumere un approccio meno punitivo e che permetta alle aziende, qualora l’illecito sia sanabile, di intervenire entro sessanta giorni per eliminarlo previo pagamento di una ammenda ridotta.