06/02/2026
Si è riunita lo scorso 27 gennaio, presso la sede di Confagricoltura Verona, la Sezione regionale di prodotto Risicoltura, per il rinnovo delle cariche e il confronto sull’andamento del mercato e sulle prospettive della campagna di semina.
Nel corso dell’incontro Filippo Sussi (VR) è stato riconfermato alla Presidenza della Sezione regionale. Romualdo Caifa (VR) ha assunto la carica di vicepresidente.
Il confronto tra i produttori si è concentrato soprattutto sulle criticità del mercato del riso, segnato da un forte calo delle quotazioni: i prezzi attuali risultano circa la metà rispetto allo scorso anno. Tra le principali cause del crollo del prezzo viene segnalato l’aumento delle importazioni a dazio zero e l’inadeguatezza dei dazi doganali, fermi al 2004, rispetto alle dinamiche attuali del mercato.
Proprio in questi giorni il Parlamento europeo ha proposto di innalzare a 565 mila tonnellate il quantitativo oltra a l quale scattano i dazi all’import, a fronte di una proposta dei produttori di 200 mila tonnellate. Inoltre, la filiera chiede dell’applicazione di una tariffa adeguata per il riso confezionato che attualmente arriva privo di dazi.
Preoccupazione è stata espressa anche relativamente al Mercosur e l’intesa UE-India. La prospettiva di nuove quote di importazione a dazio zero alimenta le preoccupazioni dei produttori, già alle prese con margini economici sempre più ridotti.
Si deve considerare che il 55% del riso europeo è coltivato in Italia su una superficie di 226 mila ettari (di cui 3350 in Veneto), il 20% in Spagna, l’8% in Grecia, il 7% in Portogallo e il restante 10% suddiviso tra Francia, Bulgaria Romania e Ungheria. Il punto debole è che i consumi europei sono coperti per oltre il 60% dall’import con 1,6 milioni di tonnellate, di cui 1 milione a dazio zero.
A ciò si aggiungono 500mila tonnellate di riso che arriva già confezionato (da Cambogia e Myanmar ma anche da India, Pakistan e Vietnam), nemmeno rilevato dal codice doganale europeo. In questo caso come si può controllare se esiste la tanto conclamata reciprocità?
Tra gli aspetti positivi va riportato il fatto che in Europa i consumi sono cresciuti del 20% negli ultimi dieci anni e in Italia ancora di più, arrivando a raggiungere le 450 mila tonnellate. Il riso attrae sempre di più i consumatori in quanto è un prodotto leggero e altamente digeribile.
