06/02/2026
Lo scorso 20 gennaio, presso la sede di Confagricoltura Veneto, si sono riunite le Sezioni regionali di prodotto del comparto dei seminativi per il rinnovo delle cariche e per un confronto sulle principali sfide che interessano il comparto dei seminativi.
Nel corso dell’incontro sono stati riconfermati tutti i presidenti in carica: Giuliano Bonfante (PD) per i cereali da foraggio, Chiara Dossi (RO) per i cereali alimentari, Paolo Baretta (PD) per le proteoleaginose e Carlo Pasti (VE) per la bieticoltura. Corrado Brena (VE) è stato nominato vicepresidente della Sezione bieticola.
Il confronto si è quindi concentrato sulle principali problematiche che interessa o le diverse filiere produttive.
Relativamente ai cereali alimentari i partecipanti hanno messo in evidenza gli elevati costi di produzione, il calo delle rese dovuto al cambiamento climatico, le difficoltà nelle semine dovute ai frequenti eccessi idrici e all’instabilità meteorologica, la scarsa valorizzazione del prodotto e le criticità nei rapporti di filiera. È venuto meno l’interesse per il grano duro, in quanto non valorizzato dal mercato. Qualcuno dei presenti ritiene che qualche vantaggio possa derivare dall’adesione ad una filiera; pertanto, è necessario mantenere aperto il dialogo con l’industria della trasformazione.
Nel comparto dei cereali da foraggio l’andamento produttivo risulta disomogeneo, con problemi derivanti da micotossine e aflatossine per gli ibridi tardivi di mais. I prezzi del cereale sono poco remunerativi, in un contesto di mercato caratterizzato da scorte elevate e prospettive di prezzi stabili o in calo. Preoccupazione è stata espressa anche per i limiti sulla presenza di fumonisine.
Per le proteoleaginose, in particolare la soia, le aziende devono affrontare nuove complessità burocratiche legate ai sistemi di autocertificazione relativi alla sostenibilità, costi crescenti e margini sempre più ridotti. Si evidenzia inoltre la contraddizione tra politiche europee e crescente dipendenza dalle importazioni.
Nel comparto della bieticoltura, le principali criticità riguardano la riduzione delle superfici coltivate, la concorrenza dello zucchero importato e, soprattutto, l’instabilità nelle rese imputabile a fattori climatici e a problemi fitosanitari. Pasti ha riportato quanto emerso nel corso dell’incontro del 24 gennaio tra i vertici di Co.pro.b e il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani e l’assessore all’agricoltura Bond. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni agricole. Nel Veneto la superficie a bietole in dieci anni si è più che dimezzata, passando da circa 12 mila ettari a soli 5 mila ettari del 2025. Le province maggiormente interessate alla coltura sono Venezia con circa 2 mila ettari e Rovigo con 1500. Si tratta di una situazione critica che pone un serio problema per la sopravvivenza dello stabilimento di Pontelongo.
Tra i temi trasversali più rilevanti, la Sezione ha evidenziato il divieto di utilizzo dell’urea dal 2028, le incertezze legate alla riforma della PAC 2028–2034, la necessità di maggiore semplificazione amministrativa, l’urgenza di ottenere nuove varietà migliorate ottenute anche con le nuove tecniche di miglioramento genetico. Per tutti questi argomenti la Sezione di è trovata concorde nel ritenere necessario sollecitare l’attenzione della politica verso un comparto gravemente in difficoltà.
