06/03/2026

“La sospensione dell’attività produttiva dello zuccherificio di Pontelongo per il 2026 non può diventare il primo passo verso la chiusura definitiva dell’impianto. Il rischio che abbiamo davanti è concreto: che lo stabilimento di Pontelongo non riapra più. Parliamo di un sito che coinvolge tra i 180 e i 200 lavoratori, di cui circa un centinaio stagionali, oltre a un indotto agricolo molto più ampio fatto di aziende agricole, contoterzisti, trasportatori e servizi collegati alla filiera della barbabietola”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond, che giovedì 5 marzo ha presieduto il tavolo di confronto convocato dalla Regione con le organizzazioni agricole, le categorie economiche e i sindacati dopo l’annuncio della sospensione dell’attività da parte di CoproB.

Al termine dell’incontro è stata condivisa la proposta dell’assessore all’agricoltura Bond, indirizzata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Agricoltura, di chiedere l’attivazione con urgenza un tavolo interministeriale per affrontare la crisi del comparto saccarifero. In particolare, si chiede l’abbattimento dei costi energetici a carico dell’azienda saccarifera e l’ammissione di alcuni fitofarmaci necessari per la difesa della coltivazione.

La situazione del settore in Italia è oggi estremamente delicata. I dati parlano chiaro. Lo stabilimento di Pontelongo registra circa 4.600 ettari di barbabietola contrattualizzata, mentre quello di Minerbio circa 14.500. Con queste dimensioni il rischio di una crisi nazionale dello zucchero italiano è concreto, anche alla luce di una situazione internazionale che incide pesantemente sul prezzo dello zucchero, oggi attestato attorno ai 430 euro a tonnellata che, secondo Coprob, copre appena i costi della materia prima e del trasporto.

Confagricoltura, presente al tavolo con il presidente di Confagricoltura Venezia Stefano Tromboni e il direttore di Confagricoltura Veneto Renzo Cavestro ha lamentato di non essere stata coinvolta nella scelta, attuata dal Consiglio di amministrazione di Coprob, di sospendere l’attività dell’impianto di Pontelongo; perciò, ha chiesto ai dirigenti della cooperativa presenti all’incontro di chiarirne i motivi. Ciò anche per il fatto che la decisione è stata assunta nell’anno in cui la Regione ha messo a disposizione 600 mila euro di sostegni per i bieticoltori. Oltre al mercato ostile e alla totale mancanza di protezioni sul piano commerciale, è stato ribadito che il primo problema che tocca il settore bieticolo saccarifero sono le condizioni della coltivazione, diventate difficili a causa delle temperature estive e della mancanza di adeguati mezzi per la difesa della coltivazione. Da ciò la disaffezione delle aziende rispetto alla coltivazione.

Al termine dell’incontro Confagricoltura ha dato il proprio appoggio all’iniziativa di sostegno del settore che l’assessore Bond ha dichiarato di voler portare avanti a livello nazionale per la difesa di una produzione che deve essere considerata strategica per agroalimentare italiano.