09/08/2021
Chiamata a decidere su un ricorso relativo alla negata copertura per un sinistro con esito mortale avvenuto in area privata, la corte di Cassazione ha emesso una sentenza che, oltre a confermare che l’assicurazione copre anche i sinistri avvenuti in aree private, ha sollevato interessanti spunti riguardo agli obblighi assicurativi in genere.
La suprema corte ha stabilito che la copertura assicurativa di un veicolo per il rischio della circolazione non si limita al solo impiego su strade pubbliche o aree ad esse equiparate, ma anche a tutte le condizioni d’uso correlate al movimento dello stesso, in qualsiasi luogo – anche privato – dove possono verificarsi i rischi tipici della circolazione.
L’interpretazione scaturisce dal superiore diritto comunitario, secondo il quale rientra nella nozione di “circolazione” qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso, come sancito dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza C-162/13 del 04/09/2014, portando così alla conclusione che la copertura assicurativa deve estendersi ad ogni “uso conforme alla funzione abituale” del mezzo assicurato, a prescindere quindi dalla natura e dallo stato giuridico del luogo in cui tale uso si concretizza.
La giustizia di merito, in ambito nazionale, aveva sempre ritenuto che l’aspetto territoriale fosse un elemento capace di escludere la copertura (e quindi l’obbligo); tuttavia, in seguito, la giurisprudenza comunitaria aveva trattato anche tale aspetto.
La Corte di Giustizia UE, con sentenza n. C-514/16 del 28/11/2017, riguardante il caso di un trattore agricolo “fermo su una pista sterrata di un’azienda agricola”, ha escluso ogni rilevanza al luogo o alle caratteristiche del terreno: ciò che conta è soltanto l’uso del veicolo.
Senza entrare in ulteriori particolari, si può affermare che sono soggetti ad obbligo assicurativo tutti i veicoli che vengono impiegati, nella loro funzione abituale, anche in aree private non assimilabili o equiparabili ad una pubblica via.
Secondo il nuovo orientamento, sarebbero esclusi dagli obblighi assicurativi solo i mezzi agricoli (semoventi e rimorchi soggetti ad immatricolazione, questi ultimi per il solo “rischio statico”) che non vengono effettivamente usati, per esempio per sospensione stagionale dell’attività.
Il pronunciamento della Cassazione coinvolge evidentemente anche tutti gli altri veicoli non stradali, come ad esempio le macchine operatrici industriali, quando vengono impiegate in cantieri chiusi o interdetti al pubblico, ovvero in attività estrattive.